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Cyberbullismo: come contrastare il pericolo on line

Un’analisi del fenomeno

Il fenomeno del cyberbullismo ha assunto in tempi recenti proporzioni davvero allarmanti: occorre, dunque, maggiore sensibilizzazione partendo da una più massiccia informazione rivolta sia ai ragazzi che ai loro genitori nonché a coloro che si trovano a stretto contatto con questa fascia sociale.

Recente, ad esempio, è la firma del Protocollo d’Intesa con la Presidente della Camera Laura Boldrini, il Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Stefania Giannini, che ha presentato il Piano nazionale promosso dal MIUR per prevenire e combattere il bullismo e il cyberbullismo in classe, per un impegno finanziario di 2 milioni di euro che verranno distribuiti all’interno delle scuole. Già in passato il MIUR è stato coordinatore di un progetto molto importante, Progetto “Generazioni connesse” (SIC Italy III), che dal I luglio 2016 è stato avviato con una nuova edizione co-finanziata dalla Commissione Europea nell’ambito del programma The Connecting Europe Facility (CEF) – Safer Internet, programma attraverso il quale la Commissione dal 1999 promuove strategie finalizzate a rendere Internet un luogo più sicuro per gli utenti più giovani, promuovendone un uso positivo e consapevole. Tale progetto ha lo scopo di dare continuità all’esperienza sviluppata durante il biennio 2012-2014 con il SIC ITALY I, migliorando e rafforzando il ruolo del Safer Internet Centre Italiano, quale punto di riferimento a livello nazionale per quanto riguarda le tematiche relative alla sicurezza in Rete e al rapporto tra giovani e nuovi media (www.generazioniconnesse.it).

Tale tematica rappresenta una minaccia a cui difficilmente si riesce a porre un freno. E’ di questi giorni la notizia che Facebook ha aggiornato il Centro per la sicurezza che lancia una piattaforma di prevenzione contro il bullismo in collaborazione con lo Yale Center for Emotional Intelligence. Da tale piattaforma è possibile scaricare un vademecum per avere chiare tutte le azioni offerte da Facebook da adottare nel caso cui ci si renda conto di essere vittima di bullismo mediatico e non solo. Il vademecum, scaricabile in pdf, è utile non soltanto per i ragazzi ma anche per i genitori e per gli insegnanti e gli addetti ai lavori, che non sempre sono aggiornati ed allineati sulle insidie del web.

Per quanto riguarda l’intervento degli addetti ai lavori, cioè di coloro che si trovano a fronteggiare con gli adolescenti o i giovani ed i loro genitori coinvolti in queste problematiche, è importante che esso sia un intervento caratterizzato da conoscenza e competenza da parte dell’operatore al fine di fornire le opportune forme di supporto sia nella fase di emersione della problematica, fase che rappresenta comunque un momento di crisi per tutta la famiglia, sia l’accompagnamento nelle fasi successive, come ad esempio l’avvio di un percorso giudiziario. E’ importante che queste fasi vedano l’attivazione ed il coinvolgimento di un gruppo di professionisti integrato e multidisciplinare, che appunto condivida un linguaggio e delle conoscenze comuni al fine di affrontare il fenomeno e facilitare lo scambio di informazioni e la collaborazione fra le differenti aree di intervento e una presa in carico sociale individualizzata.

Un altro sito che ho trovato molto interessante a riguardo è www.iglossa.org, sito elaborato e promosso dal Ministero della Giustizia, che contiene ad esempio un glossario con le condotte devianti e le condotte criminali, ben differenziate per facilitarne la consultazione, che può essere utile non soltanto ad inquadrare i nuovi fenomeni della devianza on line ma anche per favorire l’acquisizione di consapevolezza sulle conseguenze sociali e giudiziarie di queste specifiche trasgressioni. All’interno di questo sito c’è, tra gli altri, il rimando all’Osservatorio, che mette a disposizione sia un numero di telefono in caso di aiuto, che personale qualificato ed esperto nelle problematiche on line nonché un modulo per segnalare  casi particolari.

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