Italia accessibile: una rete aperta di imprese sociali per l’inclusione
Aziende, realtà del Terzo settore e professionisti uniti per rendere le città, i servizi, il lavoro e il digitale più inclusivi.
E’ ‘Italia Accessibile’, la recente rete di impresa sociale in espansione che unisce dieci partner fondatori provenienti da settori differenti, dall’innovazione alla riabilitazione, dalla formazione alla mobilità adattata per sviluppare soluzioni concrete, misurabili e replicabili.
Ecco le aree chiave di azione: comunicazione e coinvolgimento; tecnologia e innovazione; vita quotidiana e benessere; istruzione e occupazione; spostamenti e trasporti; vivere liberamente. Una competizione totale per superare le barriere fisiche e non fisiche che interessano 3 milioni di persone con disabilità severa in Italia.
“Nonostante gli sforzi a livello istituzionale ed associativo e i passi avanti fatti negli anni – dichiara in una nota Luca Briziarelli, Presidente di Italia Accessibile – in Italia l’accessibilità è ancora troppo spesso trattata come un’eccezione. Anche il tessuto imprenditoriale deve fare la sua parte. Italia Accessibile nasce per mettere insieme le realtà che condividono questa impostazione e che desiderano contribuire a costruire soluzioni concrete, misurabili e replicabili, capaci di cambiare davvero il modo in cui viviamo”.
Le 10 organizzazioni che hanno sostenuto la creazione del progetto possiedono competenze che vanno dall’innovazione alla formazione, dalla riabilitazione all’assistenza, fino alla progettazione e produzione di dispositivi per la guida e il trasporto adattati a persone con disabilità. Partito dall’Umbria, in effetti, in concomitanza con il G7 Inclusione e Disabilità, che si è svolto ad Assisi nell’ottobre 2024, con l’approvazione della Carta di Solfagnano il progetto – che include anche l’assegnazione di un marchio di qualità per la certificazione, in base a parametri stabiliti, del livello di accessibilità e inclusione delle organizzazioni partecipanti – ha già coinvolto tra i fondatori aziende del Lazio, della Calabria e organizzazioni associative e imprenditoriali nazionali, attirando l’attenzione di aziende di altre Regioni. L’intento è reperire entro il 2026 ulteriori aziende su tutto il territorio nazionale

