Italia Economia Sociale: l’iniziativa dello Stato per sostenere l’azione delle imprese sociali
Riformuliamo l’articolo del sito web incentivimpresa.it che illustra la misura del Ministero delle Imprese e del Made in Italy per lo sviluppo dell’economia sociale.
La misura Italia Economia Sociale sostiene programmi di investimento presentati da imprese sociali, cooperative sociali, e imprese culturali e creative che producono effetti positivi sul territorio. Se la tua azienda è attiva nell’economia sociale, puoi richiedere un prestito a condizioni agevolate allo 0,5% di interesse annuo, con un piano di rimborso che si estende fino a 15 anni, insieme a un contributo a fondo perduto che può arrivare fino al 20% delle spese ammissibili per le PMI situate in zone svantaggiate. Il programma è sostenuto dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) e riguarda investimenti che vanno da un minimo di 100.000 euro a un massimo di 10 milioni di euro.
In questa guida sono riportati i requisiti aggiornati al 2026, le spese eleggibili, gli importi, le modalità di invio della domanda e le risposte alle domande più comuni.
Italia Economia Sociale in sintesi
- Cosa è: misura agevolativa del MIMIT per sostenere investimenti di imprese sociali, cooperative sociali e imprese culturali e creative
- Per chi: imprese sociali, cooperative sociali e loro consorzi, cooperative ONLUS, imprese culturali e creative con sede legale e operativa in Italia
- Quanto: prestito agevolato allo 0,5% (fino al 70% delle spese), più contributo a fondo perduto fino al 20% per PMI in aree agevolate; copertura massima fino all’80% delle spese ammissibili
- Investimento: minimo 100.000 euro, massimo 10 milioni di euro (al netto IVA)
- Come: domanda via PEC a es.imprese@pec.mimit.gov.it con firma digitale del rappresentante legale
0,5%
Tasso Agevolato Annuo
80%
Copertura Massima Spese
15 anni
Durata Massima Rimborso
Cos’è Italia Economia Sociale e come funziona
Italia Economia Sociale è un’iniziativa di supporto creata dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy per favorire lo sviluppo e il rafforzamento del terzo settore e dell’economia sociale in Italia. La misura è destinata in particolare agli enti che operano con scopi di interesse collettivo: dalla cooperazione sociale alla cultura, fino alle aziende che tutelano l’ambiente e promuovono l’inclusione.
Il sistema di finanziamento unisce due strumenti differenti ma connessi da un solo accordo:
Un finanziamento agevolato fornito dal MIMIT, corrispondente al 70% dell’importo totale, al tasso fisso dell’0,5% annuo, da rimborsare in un massimo di 15 anni con un preammortamento fino a 4 anni.
Un prestito bancario a tasso di mercato, corrispondente al 30% rimanente, fornito dalla banca dell’azienda che deve concordare di cofinanziare il progetto d’investimento.
I prestiti sono disciplinati da un solo contratto di finanziamento. La copertura totale delle spese ammissibili può raggiungere l’80%. Nelle aree autorizzate per gli aiuti di Stato a carattere regionale, le PMI possono ricevere anche un contributo a fondo perduto fino al 20% delle spese, arrivando a una copertura totale massima del 75% (prestito agevolato + fondo perduto).
I piani di investimento possono essere presentati da un’unica impresa o in modo aggregato da un massimo di sei enti. In caso di unione, è essenziale un contratto scritto che specifichi i ruoli di ognuno dei partecipanti, la distribuzione delle spese e l’ente principale responsabile dei contatti con il Ministero.
Requisiti per accedere a Italia Economia Sociale
Requisiti soggettivi: chi può fare domanda
Italia Economia Sociale è un’iniziativa di supporto creata dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy per favorire l’espansione e il rafforzamento del terzo settore e dell’economia sociale in Italia. La misura è indirizzata in particolare agli enti che svolgono attività a favore della collettività: dalla cooperazione sociale alla cultura, fino alle aziende che tutelano l’ambiente e promuovono l’inclusione.
Il sistema di finanziamento unisce due strumenti differenti ma legati da un solo contratto:
Possono beneficiare della misura le seguenti categorie di imprese:
Imprese sociali registrate nella specifica sezione del Registro delle Imprese secondo il D.Lgs. n. 112/2017
Cooperative sociali e i loro consorzi secondo la Legge 8 novembre 1991, n. 381, registrate nel specifico registro regionale e nella specifica sezione del Registro delle Imprese
Cooperative sociali con status di ONLUS, secondo gli articoli 101, comma 2, e 102, comma 2, del D.Lgs. 3 luglio 2017, n. 117 (Third Sector Code)
Imprese culturali e creative organizzate come società di persone o di capitali, attive nei settori elencati nell’Allegato n. 1 del Decreto Direttivo 8 agosto 2022.
Requisiti operativi e finanziari
Indipendentemente dalla categoria, ogni azienda deve adempiere a tutti i criteri seguenti:
- essere registrata nel Registro delle Imprese e, se richiesto, nel Registro Unico Nazionale del Terzo Settore (RUNTS)
- avere sede legale e funzionale nel paese
- non essere in fase di liquidazione volontaria né soggetta a procedure concursuali
- essere in stabilità finanziaria e avere un ottimo punteggio di credito accettato dall’istituto bancario cofinanziatore
- disporre di un istituto bancario disposto a cofinanziare il progetto di investimento tramite un prestito a tasso di mercato
- non aver spostato la sede o l’unità produttiva interessata dal programma nei 24 mesi antecedenti la richiesta
- compromettersi a non spostare la sede nei 24 mesi successivi all’assegnazione del finanziamento
Requisiti territoriali e aggregazioni
La misura ha valenza nazionale: tutte le regioni d’Italia possono partecipare. Le aziende situate nelle zone autorizzate ai finanziamenti pubblici per scopi regionali (principalmente nel Mezzogiorno e in alcune aree in transizione del Centro-Nord) possono beneficiare di un ulteriore contributo a fondo perduto.
In caso di fusione tra diverse imprese (fino a sei), tutte devono soddisfare i requisiti menzionati precedentemente. L’organismo principale si occupa della gestione del rapporto con il MIMIT per l’intero progetto.
Obiettivi di impatto: cosa deve fare il progetto
Il piano di investimento deve generare impatti favorevoli sulla comunità. Il decreto impone che il progetto miri a conseguire almeno uno dei seguenti risultati:
- sviluppo di nuove opportunità di lavoro per individui in situazioni di svantaggio occupazionale
- integrazione sociale di persone vulnerabili
protezione e valorizzazione ecologica, riqualificazione urbana, incentivo al turismo sostenibile, diminuzione delle emissioni di CO2, economia circolare
salvaguardia e valorizzazione del patrimonio storico e culturale, sostegno a finalità culturali, creative o sociali di notevole interesse collettivo
Il piano di investimento deve delineare in modo preciso e quantificabile gli effetti previsti su almeno uno di questi settori. La qualità della documentazione sulle conseguenze è uno degli aspetti fondamentali per valutare la richiesta.
Spese ammissibili e spese escluse
Il piano di investimento deve includere spese ammissibili, escluse le IVA, comprese tra 100.000 euro e 10 milioni di euro. Le categorie di spesa ammissibili sono:
- Terreni agricoli e relative sistemazioni: ammissibili fino al 10% dell’investimento produttivo complessivo.
- Edifici e opere edilizie: ristrutturazioni e costruzioni, a condizione che siano parte di un progetto di investimento più ampio (non possono rappresentare l’unico aspetto del piano).
- Infrastrutture specializzate: impianti e strutture necessarie per l’operatività dell’azienda.
- Macchinari, impianti e attrezzature: devono essere necessariamente nuovi di fabbrica.
- Immobilizzazioni immateriali: software, brevetti, licenze, competenze su nuove tecnologie e prodotti; devono apparire nell’attivo di bilancio per un periodo minimo di 3 anni (piccole imprese) o 5 anni (grandi imprese); per le grandi imprese finanziate secondo l’art. 14 del Reg. UE no. 651/2014, le spese non materiali sono autorizzabili fino al 50% dell’importo complessivo
Quanto si ottiene: importi ed esempi concreti
Il finanziamento complessivo è composto da due quote:
- 70% a carico del MIMIT (prestito agevolato allo 0,5% annuo)
- 30% a carico della banca cofinanziatrice (tasso di mercato)
La copertura massima sulle spese ammissibili è pari all’80%. Per le imprese nelle aree ammesse agli aiuti regionali è disponibile un ulteriore contributo a fondo perduto, che varia in base alla dimensione dell’impresa e all’area geografica.
Esempio concreto: una cooperativa sociale PMI con sede in Campania presenta un programma da 500.000 euro di spese ammissibili. Può ottenere:
- Prestito agevolato MIMIT (70% del finanziamento, copertura fino all’80%): fino a 280.000 euro allo 0,5%
- Prestito bancario (30%): fino a 120.000 euro a tasso di mercato
- Contributo a fondo perduto (20%): 100.000 euro
- Copertura totale: 375.000 euro su 500.000 (75%)
Come presentare domanda per Italia Economia Sociale
La procedura di presentazione è interamente telematica e si articola nei seguenti passaggi:
- Verifica dei requisiti: controlla che la tua impresa sia iscritta al Registro delle Imprese e, ove applicabile, al RUNTS. Verifica che la banca cofinanziatrice abbia espresso la disponibilità al cofinanziamento.
- Preparazione del piano di investimento: redigi il programma di investimento con spese ammissibili comprese tra 100.000 e 10 milioni di euro, documentando gli obiettivi di impatto sociale, ambientale o culturale che il progetto intende conseguire.
- Raccolta della documentazione: prepara tutta la documentazione richiesta dal bando, incluso l’eventuale accordo di aggregazione se presenti più soggetti proponenti.
- Firma digitale: la domanda deve essere firmata digitalmente dal rappresentante legale dell’impresa o da un suo delegato.
- Invio via PEC: trasmetti la domanda completa all’indirizzo es.imprese@pec.mimit.gov.it.

