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L’occupazione nelle imprese sociali

28 Lug 2026 | News

L’occupazione nelle imprese sociali in Italia

Introduzione

L’occupazione nelle imprese sociali in Italia diventa sempre più consistente. Le imprese sociali rappresentano una componente fondamentale del sistema economico e del Terzo Settore italiano. Pur perseguendo finalità di interesse generale anziché il profitto, esse svolgono un ruolo significativo nella creazione di occupazione, contribuendo allo sviluppo economico e alla coesione sociale. Negli ultimi anni il settore ha mostrato una crescente capacità di generare posti di lavoro, soprattutto nei servizi alla persona, nell’assistenza socio-sanitaria, nell’educazione e nell’inclusione lavorativa delle persone svantaggiate.

Il ruolo delle imprese sociali

Secondo la normativa italiana (D.Lgs. 112/2017), un’impresa sociale è un ente privato che esercita in modo stabile un’attività economica di interesse generale senza scopo di lucro, perseguendo finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale. Le cooperative sociali acquisiscono automaticamente la qualifica di impresa sociale e rappresentano la parte più consistente del settore.

L’occupazione nel settore

Le imprese sociali costituiscono una realtà occupazionale di grande rilievo. Le stime più recenti indicano che impiegano oltre 460.000 lavoratori dipendenti, dei quali circa il 98% opera nelle cooperative sociali. Pur rappresentando meno dell’1% delle imprese italiane, esse concentrano circa il 4% dell’occupazione dipendente dell’industria e dei servizi. In una prospettiva più ampia, considerando l’intera economia sociale (cooperative, associazioni, fondazioni e altri enti), l’occupazione supera 1,9 milioni di lavoratori, pari a circa l’8,8% dell’occupazione nazionale. Le imprese sociali operano prevalentemente nei servizi ad alto impatto sociale, tra cui:

assistenza socio-sanitaria;

servizi educativi;

assistenza agli anziani e alle persone con disabilità;

inserimento lavorativo di soggetti svantaggiati;

servizi culturali e ambientali.

La loro presenza è particolarmente rilevante nei servizi di assistenza sociale, dove rappresentano una quota molto elevata delle imprese operanti nel settore. 

Le prospettive occupazionali

Le prospettive di crescita rimangono positive. Il rapporto Unioncamere sull’economia sociale evidenzia una domanda di lavoro significativa: nel 2023 le organizzazioni dell’economia sociale hanno programmato circa 564.000 nuove entrate, di cui circa 255.000 nelle imprese sociali, soprattutto cooperative sociali. La crescente domanda di servizi legati all’invecchiamento della popolazione, all’inclusione sociale e all’assistenza rende il settore uno dei più dinamici sotto il profilo occupazionale.

Il rapporto Excelsior di Unioncamere

Con oltre 400.000 organizzazioni attive, 1,5 milioni di dipendenti e 4,6 milioni di volontari, l’economia sociale si conferma come una delle componenti più significative del sistema produttivo e di welfare italiano. È quanto emerge dal nuovo rapporto “Economia Sociale 2025”, pubblicato dal Sistema Informativo Excelsior di Unioncamere in collaborazione con il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e la Fondazione Terzjus ETS. Il volume offre una panoramica aggiornata delle dimensioni del settore, dei suoi ambiti di intervento e delle prospettive occupazionali, con particolare attenzione alle esigenze professionali e alle competenze richieste alle organizzazioni dell’economia sociale.

Il rapporto evidenzia come cooperative, associazioni, fondazioni, società mutualistiche e imprese sociali siano diventate attori essenziali per la coesione sociale del Paese. Complessivamente, il settore impiega l’8,9% della forza lavoro italiana, con percentuali ancora più elevate in regioni come Emilia-Romagna, Trentino-Alto Adige e Sardegna. Tale contributo è particolarmente significativo nei servizi alla persona: nell’istruzione, le organizzazioni dell’economia sociale rappresentano oltre il 58% del personale del settore, mentre in quello sanitario e socio-assistenziale costituiscono circa il 45% dell’occupazione totale.

Oltre a una panoramica strutturale del settore, il rapporto dedica particolare attenzione al mercato del lavoro. Nel 2025, il 76,4% delle entità dell’economia sociale prevede di assumere nuovo personale, una quota superiore di quasi tredici punti percentuali rispetto alla media delle imprese tradizionali. Questo dato conferma la capacità del settore di generare occupazione e di rispondere ai bisogni sociali in continua evoluzione.

Tuttavia, questa crescita della domanda di lavoro si scontra con una sfida sempre più evidente: la difficoltà di reperire personale qualificato. Secondo l’indagine di Excelsior, il 44,7% delle posizioni lavorative risulta difficile da coprire. Le carenze più significative riguardano le professioni sanitarie, educative e socio-assistenziali, con picchi particolarmente elevati per terapisti medici, infermieri, assistenti sociali, tecnici dell’integrazione sociale e professionisti della riabilitazione.

Un altro aspetto di interesse riguarda l’evoluzione delle competenze richieste. Le organizzazioni dell’economia sociale sono chiamate ad affrontare la transizione digitale e ambientale, aumentando la domanda di competenze tecnologiche, gestionali e “green” senza perdere la loro centralità relazionale. La capacità di lavorare in team, l’adattabilità, l’autonomia e l’attenzione alla persona rimangono infatti caratteristiche fondamentali per operare in un settore che privilegia l’impatto sociale e il benessere della comunità.

Per la pubblica amministrazione, le organizzazioni del Terzo Settore, le cooperative e gli operatori dello sviluppo locale, Economia Sociale 2025 è quindi molto più di una semplice raccolta di statistiche: è uno strumento utile per comprendere le trasformazioni in atto, orientare le politiche formative e pianificare interventi in grado di supportare uno dei settori più dinamici e strategici dell’economia italiana.

Conclusione

Le imprese sociali rappresentano un importante motore di occupazione in Italia. Oltre a creare posti di lavoro, favoriscono l’inclusione sociale, la qualità dei servizi alla persona e lo sviluppo delle comunità locali. Le prospettive future indicano un ulteriore rafforzamento del settore, sostenuto dall’evoluzione dei bisogni sociali e dalle politiche di valorizzazione dell’economia sociale.

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