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Italia Economia Sociale

4 Mag 2026 | News

Italia Economia Sociale: l’iniziativa dello Stato per sostenere l’azione delle imprese sociali

Riformuliamo l’articolo del sito web incentivimpresa.it che illustra la misura del Ministero delle Imprese e del Made in Italy per lo sviluppo dell’economia sociale.

La misura Italia Economia Sociale sostiene programmi di investimento presentati da imprese sociali, cooperative sociali, e imprese culturali e creative che producono effetti positivi sul territorio. Se la tua azienda è attiva nell’economia sociale, puoi richiedere un prestito a condizioni agevolate allo 0,5% di interesse annuo, con un piano di rimborso che si estende fino a 15 anni, insieme a un contributo a fondo perduto che può arrivare fino al 20% delle spese ammissibili per le PMI situate in zone svantaggiate. Il programma è sostenuto dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) e riguarda investimenti che vanno da un minimo di 100.000 euro a un massimo di 10 milioni di euro.

In questa guida sono riportati i requisiti aggiornati al 2026, le spese eleggibili, gli importi, le modalità di invio della domanda e le risposte alle domande più comuni.

Italia Economia Sociale in sintesi

  • Cosa è: misura agevolativa del MIMIT per sostenere investimenti di imprese sociali, cooperative sociali e imprese culturali e creative
  • Per chi: imprese sociali, cooperative sociali e loro consorzi, cooperative ONLUS, imprese culturali e creative con sede legale e operativa in Italia
  • Quanto: prestito agevolato allo 0,5% (fino al 70% delle spese), più contributo a fondo perduto fino al 20% per PMI in aree agevolate; copertura massima fino all’80% delle spese ammissibili
  • Investimento: minimo 100.000 euro, massimo 10 milioni di euro (al netto IVA)
  • Come: domanda via PEC a es.imprese@pec.mimit.gov.it con firma digitale del rappresentante legale

Cos’è Italia Economia Sociale e come funziona

Italia Economia Sociale è un’iniziativa di supporto creata dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy per favorire lo sviluppo e il rafforzamento del terzo settore e dell’economia sociale in Italia. La misura è destinata in particolare agli enti che operano con scopi di interesse collettivo: dalla cooperazione sociale alla cultura, fino alle aziende che tutelano l’ambiente e promuovono l’inclusione.

Il sistema di finanziamento unisce due strumenti differenti ma connessi da un solo accordo:

Un finanziamento agevolato fornito dal MIMIT, corrispondente al 70% dell’importo totale, al tasso fisso dell’0,5% annuo, da rimborsare in un massimo di 15 anni con un preammortamento fino a 4 anni.

Un prestito bancario a tasso di mercato, corrispondente al 30% rimanente, fornito dalla banca dell’azienda che deve concordare di cofinanziare il progetto d’investimento.

I prestiti sono disciplinati da un solo contratto di finanziamento. La copertura totale delle spese ammissibili può raggiungere l’80%. Nelle aree autorizzate per gli aiuti di Stato a carattere regionale, le PMI possono ricevere anche un contributo a fondo perduto fino al 20% delle spese, arrivando a una copertura totale massima del 75% (prestito agevolato + fondo perduto).

I piani di investimento possono essere presentati da un’unica impresa o in modo aggregato da un massimo di sei enti. In caso di unione, è essenziale un contratto scritto che specifichi i ruoli di ognuno dei partecipanti, la distribuzione delle spese e l’ente principale responsabile dei contatti con il Ministero.

Requisiti per accedere a Italia Economia Sociale

Requisiti soggettivi: chi può fare domanda

Italia Economia Sociale è un’iniziativa di supporto creata dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy per favorire l’espansione e il rafforzamento del terzo settore e dell’economia sociale in Italia. La misura è indirizzata in particolare agli enti che svolgono attività a favore della collettività: dalla cooperazione sociale alla cultura, fino alle aziende che tutelano l’ambiente e promuovono l’inclusione.

Il sistema di finanziamento unisce due strumenti differenti ma legati da un solo contratto:

Possono beneficiare della misura le seguenti categorie di imprese:

Imprese sociali registrate nella specifica sezione del Registro delle Imprese secondo il D.Lgs. n. 112/2017

Cooperative sociali e i loro consorzi secondo la Legge 8 novembre 1991, n. 381, registrate nel specifico registro regionale e nella specifica sezione del Registro delle Imprese

Cooperative sociali con status di ONLUS, secondo gli articoli 101, comma 2, e 102, comma 2, del D.Lgs. 3 luglio 2017, n. 117 (Third Sector Code)

Imprese culturali e creative organizzate come società di persone o di capitali, attive nei settori elencati nell’Allegato n. 1 del Decreto Direttivo 8 agosto 2022.

Requisiti operativi e finanziari

Indipendentemente dalla categoria, ogni azienda deve adempiere a tutti i criteri seguenti:

  • essere registrata nel Registro delle Imprese e, se richiesto, nel Registro Unico Nazionale del Terzo Settore (RUNTS)
  • avere sede legale e funzionale nel paese
  • non essere in fase di liquidazione volontaria né soggetta a procedure concursuali
  • essere in stabilità finanziaria e avere un ottimo punteggio di credito accettato dall’istituto bancario cofinanziatore
  • disporre di un istituto bancario disposto a cofinanziare il progetto di investimento tramite un prestito a tasso di mercato
  • non aver spostato la sede o l’unità produttiva interessata dal programma nei 24 mesi antecedenti la richiesta
  • compromettersi a non spostare la sede nei 24 mesi successivi all’assegnazione del finanziamento

Requisiti territoriali e aggregazioni

La misura ha valenza nazionale: tutte le regioni d’Italia possono partecipare. Le aziende situate nelle zone autorizzate ai finanziamenti pubblici per scopi regionali (principalmente nel Mezzogiorno e in alcune aree in transizione del Centro-Nord) possono beneficiare di un ulteriore contributo a fondo perduto.

In caso di fusione tra diverse imprese (fino a sei), tutte devono soddisfare i requisiti menzionati precedentemente. L’organismo principale si occupa della gestione del rapporto con il MIMIT per l’intero progetto.

Obiettivi di impatto: cosa deve fare il progetto

Il piano di investimento deve generare impatti favorevoli sulla comunità. Il decreto impone che il progetto miri a conseguire almeno uno dei seguenti risultati:

  • sviluppo di nuove opportunità di lavoro per individui in situazioni di svantaggio occupazionale
  • integrazione sociale di persone vulnerabili

protezione e valorizzazione ecologica, riqualificazione urbana, incentivo al turismo sostenibile, diminuzione delle emissioni di CO2, economia circolare

salvaguardia e valorizzazione del patrimonio storico e culturale, sostegno a finalità culturali, creative o sociali di notevole interesse collettivo

Il piano di investimento deve delineare in modo preciso e quantificabile gli effetti previsti su almeno uno di questi settori. La qualità della documentazione sulle conseguenze è uno degli aspetti fondamentali per valutare la richiesta.

Spese ammissibili e spese escluse

Il piano di investimento deve includere spese ammissibili, escluse le IVA, comprese tra 100.000 euro e 10 milioni di euro. Le categorie di spesa ammissibili sono:

  • Terreni agricoli e relative sistemazioni: ammissibili fino al 10% dell’investimento produttivo complessivo.
  • Edifici e opere edilizie: ristrutturazioni e costruzioni, a condizione che siano parte di un progetto di investimento più ampio (non possono rappresentare l’unico aspetto del piano).
  • Infrastrutture specializzate: impianti e strutture necessarie per l’operatività dell’azienda.
  • Macchinari, impianti e attrezzature: devono essere necessariamente nuovi di fabbrica.
  • Immobilizzazioni immateriali: software, brevetti, licenze, competenze su nuove tecnologie e prodotti; devono apparire nell’attivo di bilancio per un periodo minimo di 3 anni (piccole imprese) o 5 anni (grandi imprese); per le grandi imprese finanziate secondo l’art. 14 del Reg. UE no. 651/2014, le spese non materiali sono autorizzabili fino al 50% dell’importo complessivo

Quanto si ottiene: importi ed esempi concreti

Il finanziamento complessivo è composto da due quote:

  • 70% a carico del MIMIT (prestito agevolato allo 0,5% annuo)
  • 30% a carico della banca cofinanziatrice (tasso di mercato)

La copertura massima sulle spese ammissibili è pari all’80%. Per le imprese nelle aree ammesse agli aiuti regionali è disponibile un ulteriore contributo a fondo perduto, che varia in base alla dimensione dell’impresa e all’area geografica.

Esempio concreto: una cooperativa sociale PMI con sede in Campania presenta un programma da 500.000 euro di spese ammissibili. Può ottenere:

  • Prestito agevolato MIMIT (70% del finanziamento, copertura fino all’80%): fino a 280.000 euro allo 0,5%
  • Prestito bancario (30%): fino a 120.000 euro a tasso di mercato
  • Contributo a fondo perduto (20%): 100.000 euro
  • Copertura totale: 375.000 euro su 500.000 (75%)

Come presentare domanda per Italia Economia Sociale

La procedura di presentazione è interamente telematica e si articola nei seguenti passaggi:

  1. Verifica dei requisiti: controlla che la tua impresa sia iscritta al Registro delle Imprese e, ove applicabile, al RUNTS. Verifica che la banca cofinanziatrice abbia espresso la disponibilità al cofinanziamento.
  2. Preparazione del piano di investimento: redigi il programma di investimento con spese ammissibili comprese tra 100.000 e 10 milioni di euro, documentando gli obiettivi di impatto sociale, ambientale o culturale che il progetto intende conseguire.
  3. Raccolta della documentazione: prepara tutta la documentazione richiesta dal bando, incluso l’eventuale accordo di aggregazione se presenti più soggetti proponenti.
  4. Firma digitale: la domanda deve essere firmata digitalmente dal rappresentante legale dell’impresa o da un suo delegato.
  5. Invio via PEC: trasmetti la domanda completa all’indirizzo es.imprese@pec.mimit.gov.it.

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