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Rinnovo CCNL Cooperative Sociali

1 Set 2026 | News

Rinnovo CCNL Cooperative Sociali: al via la nuova trattativa per il 2026-2028


Il rinnovo CCNL Cooperative Sociali è al centro di un tavolo di trattativa per il 2026-2028. Salari, valorizzazione delle professionalità, welfare e condizioni di lavoro al centro del confronto. È ufficialmente iniziata la trattativa per il rinnovo del CCNL delle Cooperative Sociali, il contratto collettivo nazionale applicato alle lavoratrici e ai lavoratori impegnati nei servizi socio-sanitari, socio-assistenziali, educativi e di inserimento lavorativo. Il precedente contratto, relativo al periodo 2023-2025, è scaduto il 31 dicembre 2025. Il nuovo confronto per il triennio 2026-2028 è stato avviato il 21 luglio 2026 a Roma tra le organizzazioni datoriali della cooperazione e le organizzazioni sindacali. Il prossimo incontro in plenaria è stato calendarizzato per l’8 settembre 2026. La partita è particolarmente importante perché il settore coinvolge circa 437 mila lavoratrici e lavoratori, impiegati in servizi essenziali per il sistema di welfare italiano.

Il precedente rinnovo: cosa è stato riconosciuto

Prima di guardare alle nuove richieste, è utile ricordare cosa ha previsto l’ultimo rinnovo, sottoscritto il 26 gennaio 2024.

Il CCNL 2023-2025 ha previsto un aumento complessivo, parametrato sul livello C1, di 120 euro mensili, distribuito in tre tranche:

60 euro da febbraio 2024;
30 euro da ottobre 2024;
30 euro da ottobre 2025.

Gli aumenti sono stati riparametrati sugli altri livelli di inquadramento. Per il livello C1, il minimo tabellare è arrivato a 1.545,21 euro mensili dal 1° ottobre 2025. Per il livello F2, l’incremento complessivo a regime è pari a 193,68 euro.

Il rinnovo ha inoltre introdotto importanti novità sul piano normativo.

Tra queste figura la quattordicesima mensilità, riconosciuta nella misura del 50%, insieme a interventi sulla maternità, sulla reperibilità, sulla stabilizzazione dei rapporti a termine, sull’assistenza sanitaria integrativa e sulla valorizzazione di diversi profili professionali.

Una novità importante per gli educatori

Particolare attenzione è stata dedicata alla figura degli educatori. Il precedente rinnovo ha previsto un percorso di valorizzazione per gli educatori dei servizi educativi per l’infanzia e per gli educatori professionali socio-pedagogici inquadrati al livello D1. Dal 1° gennaio 2025 è stato riconosciuto un elemento temporaneo aggiuntivo della retribuzione di 41 euro mensili, aumentato di ulteriori 41 euro dal settembre 2025. Dal 1° gennaio 2026 gli educatori interessati sono transitati al livello D2, con il superamento dell’elemento temporaneo aggiuntivo. Si tratta di una modifica significativa, perché interviene direttamente sul riconoscimento professionale e sull’inquadramento di una delle figure centrali nei servizi educativi.

Cosa chiede il nuovo rinnovo

Il nuovo negoziato parte in un contesto profondamente cambiato rispetto al precedente rinnovo. Le organizzazioni sindacali hanno presentato una piattaforma unitaria mettendo al centro il recupero del potere d’acquisto e la valorizzazione del lavoro sociale. Tra le principali questioni indicate nel confronto figurano:

aumenti salariali adeguati all’andamento dell’inflazione;
valorizzazione delle professionalità;
miglioramento delle tutele contrattuali;
maggiore stabilità occupazionale;
organizzazione del lavoro;
salute e sicurezza;
welfare e conciliazione dei tempi di vita e di lavoro;
qualità dei servizi erogati alla cittadinanza.

L’obiettivo dichiarato dalle organizzazioni sindacali è quello di costruire un contratto capace di riconoscere maggiormente il valore economico e sociale del lavoro svolto nelle cooperative.

Il nodo degli stipendi

La questione salariale sarà inevitabilmente uno dei punti più delicati del negoziato. Il precedente rinnovo ha portato a regime un aumento di 120 euro sul livello C1, ma nel frattempo il costo della vita è aumentato e molte professionalità del settore continuano a confrontarsi con livelli retributivi considerati insufficienti rispetto alla responsabilità e alla complessità delle mansioni. Le nuove richieste dovranno quindi misurarsi con una duplice esigenza: recuperare il potere d’acquisto dei lavoratori e garantire la sostenibilità economica delle cooperative, molte delle quali operano attraverso servizi affidati o accreditati dagli enti pubblici. È proprio questo uno degli aspetti più delicati del settore: il costo del lavoro rappresenta una componente fondamentale dei servizi sociali ed educativi e gli aumenti contrattuali devono trovare adeguata copertura anche nei sistemi di appalto, accreditamento e convenzionamento.

Un contratto che riguarda servizi essenziali

Il rinnovo non interessa soltanto la busta paga dei lavoratori. Le cooperative sociali svolgono infatti attività che riguardano direttamente persone anziane, persone con disabilità, minori, famiglie, persone fragili e soggetti coinvolti nei percorsi di inserimento lavorativo. Per questo motivo, il tema delle condizioni di lavoro è strettamente collegato alla qualità dei servizi. Turni, carichi di lavoro, tempi di vestizione, reperibilità, formazione, sicurezza e riconoscimento delle professionalità possono incidere concretamente sulla continuità e sulla qualità dell’assistenza e dell’educazione. Il rinnovo del CCNL diventa quindi anche un passaggio importante per affrontare la crescente difficoltà del settore nel reperire e trattenere personale qualificato.

La trattativa entra nel vivo

Il primo incontro del 21 luglio ha aperto ufficialmente il confronto tra le parti. Il calendario prevede una serie di incontri in plenaria e in sede ristretta, con il negoziato destinato a proseguire nei prossimi mesi. Al momento, dunque, non esiste ancora un nuovo aumento retributivo definitivo per il CCNL 2026-2028: eventuali cifre, decorrenze e arretrati dovranno essere stabiliti dall’accordo che concluderà la trattativa. Per i lavoratori è quindi importante distinguere gli aumenti già previsti dal precedente rinnovo dalle nuove somme che potranno essere riconosciute con il prossimo contratto.

Cosa aspettarsi nei prossimi mesi

Il prossimo appuntamento dell’8 settembre rappresenterà un passaggio importante per capire quale sarà l’effettiva direzione del negoziato. La sfida sarà trovare un equilibrio tra aumento delle retribuzioni, riconoscimento delle competenze professionali, miglioramento delle condizioni di lavoro e sostenibilità economica dei servizi. Il nuovo CCNL dovrà inoltre confrontarsi con un settore in trasformazione, nel quale la domanda di assistenza, educazione e servizi alla persona cresce mentre diventa sempre più difficile garantire personale qualificato e continuità occupazionale. Per questo il rinnovo 2026-2028 potrebbe rappresentare molto più di un semplice aggiornamento delle tabelle salariali: sarà un’occasione per ridefinire il valore del lavoro sociale e il ruolo delle cooperative nel sistema di welfare italiano. La trattativa è appena iniziata. Le prossime settimane saranno decisive per capire quali aumenti economici e quali nuove tutele potranno essere inseriti nel contratto.

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