L’Infermiere di Famiglia e di Comunità (IFeC): una figura chiave della sanità territoriale
L’Infermiere di Famiglia e di Comunità (IFeC) è una figura professionale introdotta per rafforzare l’assistenza sanitaria sul territorio, con l’obiettivo di garantire una presa in carico continuativa della persona, della famiglia e della comunità. Il suo ruolo è diventato sempre più importante a seguito dell’evoluzione dei bisogni di salute della popolazione, caratterizzati dall’aumento delle malattie croniche, dall’invecchiamento e dalla necessità di offrire cure sempre più vicine al domicilio dei cittadini.
L’IFeC opera prevalentemente sul territorio, collaborando con medici di medicina generale, pediatri, specialisti, assistenti sociali e altri professionisti sanitari. Il suo compito non è soltanto quello di erogare prestazioni infermieristiche, ma anche di promuovere la salute, prevenire le malattie, educare i cittadini a corretti stili di vita e favorire l’autonomia delle persone con bisogni assistenziali.
L’Infermiere di Famiglia e di Comunità (IFeC): le sue principali attività
Tra le principali attività dell’Infermiere di Famiglia e di Comunità vi sono la valutazione dei bisogni di salute della persona, la pianificazione dell’assistenza, il monitoraggio delle condizioni cliniche dei pazienti cronici, il supporto ai caregiver e il coordinamento dei servizi sanitari e sociali. L’IFeC svolge inoltre visite domiciliari, contribuendo a ridurre gli accessi impropri al pronto soccorso e i ricoveri ospedalieri evitabili.
Questa figura rappresenta un punto di riferimento stabile per i cittadini, instaurando un rapporto di fiducia con le famiglie e favorendo la continuità assistenziale. Grazie alla conoscenza del contesto familiare e sociale, l’infermiere è in grado di individuare precocemente situazioni di fragilità e di attivare gli interventi più appropriati.
L’introduzione dell’Infermiere di Famiglia e di Comunità rientra nel processo di riorganizzazione dell’assistenza territoriale previsto dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), che punta a rendere il Servizio Sanitario Nazionale più vicino ai bisogni delle persone attraverso il potenziamento delle cure domiciliari e delle Case della Comunità.
Recentemente si sono diplomati 26 IFeC nel territorio dell‘Asl Napoli 2 Nord
Ventisei professionisti del settore infermieristico dell’Asl Napoli 2 Nord hanno completato il loro percorso di formazione e studi, presentando ieri presso l’auditorium “Lella Cerqua” di Frattamaggiore i progetti finali necessari per ottenere la qualifica di Infermieri di Famiglia e di Comunità (IFeC). La cerimonia di laurea si svolgerà il 30 giugno prossimo presso l’Università Federico II, con la partecipazione del presidente della Regione, Roberto Fico.
Una nuova figura, introdotta dal DM 77/2022, ha competenze avanzate in ambito clinico, relazionale, gestionale e di sanità pubblica, necessarie per il funzionamento del sistema delle cure a bassa intensità. Negli ultimi anni, si è assistito a un miglioramento nella gestione delle malattie croniche grazie alla creazione delle Case di Comunità. Questo ruolo è essenziale per le dimissioni protette e per attività di prevenzione come screening, vaccinazioni e promozione della salute. Inoltre, svolge un’importante azione di supporto sia per il paziente, aiutandolo a seguire le terapie e ad adottare stili di vita più sani, sia per il caregiver, riguardo all’assistenza da fornire a casa. In relazione alla Centrale Operativa Territoriale (Cot), è responsabile del coordinamento per il trasferimento del paziente, sia all’Ospedale di Comunità che direttamente a casa, attivando prontamente l’Assistenza Domiciliare Integrata (ADI).
Il corso per infermieri di famiglia e comunità organizzato dall’Asl Napoli 2 Nord, sotto la direzione dell’Uoc Formazione guidata da Natale Sergio Pratticò, ha preso avvio l’8 gennaio e si è concluso il 16 giugno. La formazione è stata destinata a 26 operatori sanitari già assunti e ha compreso 100 ore di lezioni frontali tenute da insegnanti della Federico II nell’Università di Scampia, insieme ad altre 100 ore di praticantato presso le Case di Comunità dell’azienda a Caivano, Sant’Antimo, Arco Felice e Afragola. Durante quest’ultima fase i partecipanti sono stati seguiti da tutor aziendali. Per terminare la formazione, sono state dedicate 20 ore alla creazione di progetti, presentati ieri nella sede centrale di Frattamaggiore, con la presenza degli insegnanti della Federico II, del responsabile della formazione aziendale, del direttore sanitario e del direttore generale dell’Asl Napoli 2 Nord.

